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La terribile sveglia gialla di Macron

dicembre 13, 2018
Macron ha avuto la fortuna di essere eletto quasi per caso con un sistema in cui, imbroccando la strada giusta, puoi divenire il “vero” presidente della Francia con solo il 24% dei voti.
La morte politica di Fillon (che aveva il vizietto di dare soldi pubblici alla moglie, che non se ne accorgeva) gli ha regalato la presidenza al secondo turno, contro un’impresentabile Le Pen.
Questo avveniva nell’aprile del 2017. Un secolo fa: prima di Trump, dell’Austria e del duo Salvini-Di Maio. C’era stata solo la Brexit (ma sono inglesi, n’est-ce pas?).
Sembrava che la Francia fosse indenne dal populismo che, a causa dei danni alle classi medie portati dalla globalizzazione, sta invadendo l’Europa. Macron ha pensato di aver vinto con il 100%. E se n’è fregato. Ha giocato a far lo statista. Ha dato lezioni a tutti. Ha cercato di rilanciare persino l’Europa. Non si è più guardato in giro. Ha pensato in grande.
Fino a quando una signora con un gilet giallo (forse dopo aver bucato una gomma) non ha scritto su Facebook che un giro di vite sulla benzina per il suo veicolo Euro 2 sarebbe stato un atto insopportabile del governo e una ragione per fare opposizione in piazza.
E, in un attimo, la benzina ha preso fuoco, il populismo francese si è incendiato e ha messo a ferro e fuoco la Francia, ormai da cinque settimane (si sa, quando i francesi si rompono, lo sanno fare. Due esempi: la rivoluzione del 1789 e quella del 1968).

Come finirà non si sa. Per ora Macron ha buttato sul tavolo i soliti 100 euro per tutti (copiando gli 80 euro di Renzi), poche tassette per i ricchi, un’ulteriore serie di manovre a favore dei “poveri”, nessun aumento della benzina e il mantenimento dei veicoli Euro 2-3-4, in barba alla visione ecologica. Vediamo i gialli cosa diranno e cosa faranno.
In ogni caso, il populismo è arrivato nella terra delle rivoluzioni. E farà stragi.
Mi sembra quasi meglio in Italia, dove il populismo è stato anticipato e incarnato da ormai 10 anni da Grillo, per poi essere istituzionalizzato e successivamente reso governativo. È stato incanalato nella mediazione e nella trattativa insieme a quello di destra di Salvini, che comunque è sulla piazza governativa da vent’anni e sa che può gridare contro negri e immigrati, ma non contro le aziende italiane e altri potentati.
Quindi, in conclusione, sembra quasi che il casino Italiano sia un’isola felice rispetto alla Francia.
E se Macron si facesse un giro in Italia…